Negli ultimi anni, sempre più consumatori cercano alternative ecologiche ai classici detersivi chimici, scegliendo prodotti che promettono di essere naturali, biodegradabili e rispettosi dell’ambiente. Ma quanti di questi sono davvero green? Molti sono finti detersivi ecologici!
Il fenomeno del greenwashing – ovvero la strategia di marketing che fa sembrare ecologico un prodotto che in realtà non lo è – ha invaso anche il settore della detergenza domestica. Finti detersivi ecologici vengono venduti con confezioni verdi, immagini di foglie e parole come “bio”, “naturale” e “vegetale”, ma spesso contengono ingredienti inquinanti e sostanze chimiche dannose per la salute e l’ambiente.
In questa guida scoprirai come riconoscere le pubblicità ingannevoli, quali sono i danni ambientali causati da questi falsi prodotti e come scegliere veri detersivi ecologici leggendo le certificazioni e l’INCI.

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Finti detersivi ecologici e pubblicità ingannevole
La pubblicità ha un ruolo fondamentale nel convincere i consumatori ad acquistare un prodotto, ma spesso le aziende giocano sull’ambiguità delle parole per far credere che il loro detersivo sia ecologico quando non lo è.
Alcuni esempi di greenwashing nei detersivi
- Uso del colore verde e immagini naturali: molte confezioni di detersivi “eco” hanno foglie, fiori e paesaggi naturali, ma se leggiamo l’INCI scopriamo che contengono tensioattivi petrolchimici, sbiancanti ottici e profumi sintetici.
- Termini vaghi come “bio” o “naturale”: non tutti i prodotti che riportano queste parole sono davvero privi di sostanze chimiche aggressive. La normativa non sempre obbliga a dimostrare la reale sostenibilità del prodotto.
- Profumi di sapone di Marsiglia o bicarbonato: spesso troviamo detersivi che dichiarano di essere “al sapone di Marsiglia” o “al bicarbonato”, ma se leggiamo l’etichetta vediamo che contengono solo profumazioni sintetiche, senza traccia di veri ingredienti naturali.
- Capsule monodose ed ecodosi: vengono vendute come soluzioni ecologiche perché riducono gli sprechi di detersivo, ma il loro involucro spesso non è davvero biodegradabile e può rilasciare microplastiche nell’ambiente.
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I danni ambientali dei finti detersivi ecologici
Molti detersivi spacciati per ecologici continuano a inquinare come quelli tradizionali, ma in modo più subdolo, perché i consumatori li acquistano in buona fede pensando di ridurre il loro impatto ambientale.
I principali problemi legati a questi prodotti includono:
- Scarico di sostanze tossiche nei fiumi e nei mari. Alcuni ingredienti presenti nei detersivi convenzionali, come i fosfati e i sbiancanti ottici, non si degradano facilmente nell’acqua e finiscono per alterare gli ecosistemi acquatici, favorendo fenomeni come l’eutrofizzazione (la proliferazione di alghe che soffoca la fauna marina).
- Microplastiche e packaging inquinante. Molti detersivi in capsule e monodose pubblicizzati come ecologici hanno involucri idrosolubili che non sono realmente biodegradabili e rilasciano microplastiche nelle acque.
- Emissioni legate alla produzione e al trasporto. Anche i detersivi “concentrati” o “da diluire” possono essere ingannevoli. Se contengono ingredienti chimici inquinanti, il fatto che richiedano meno plastica per il packaging non li rende automaticamente eco-friendly
- Residui chimici nei tessuti e nell’ambiente domestico. Molti detersivi venduti come “ecologici” lasciano residui chimici sui vestiti e sulle superfici. Questo significa che non solo inquinano l’ambiente, ma possono anche provocare irritazioni cutanee, allergie e problemi respiratori.
Come evitare di farsi ingannare dai finti detersivi ecologici: certificazioni e INCI
Per evitare le eco bufale, è fondamentale leggere attentamente l’etichetta e cercare certificazioni affidabili che garantiscano la reale sostenibilità di un prodotto.
1. Controlla l’INCI (Lista degli ingredienti)
Un vero detersivo ecologico dovrebbe contenere:
- Tensioattivi di origine vegetale, come quelli derivati dal cocco o dallo zucchero.
- Profumi naturali (oli essenziali) e non fragranze sintetiche.
- Ingredienti biodegradabili, privi di derivati petrolchimici.
- Niente sbiancanti ottici, fosfati, parabeni o conservanti chimici aggressivi.
Se trovi ingredienti come Sodium Laureth Sulfate (SLES), Sodium Lauryl Sulfate (SLS), fosfati, EDTA o profumi sintetici, allora il prodotto non è davvero ecologico.
2. Cerca certificazioni affidabili
Le certificazioni più serie che garantiscono la sostenibilità di un detersivo sono:
- EcoCert
- Ecolabel UE
- AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica)
- ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale)
Evita prodotti che riportano solo diciture vaghe come “eco-friendly” o “naturale” senza una certificazione chiara.
Conclusione
Purtroppo, molti finti detersivi ecologici continuano a essere venduti con strategie di greenwashing che ingannano i consumatori. Capsule monodose, detersivi “naturali” con ingredienti chimici e pubblicità ingannevoli sono solo alcuni degli esempi più diffusi.
Per evitare di farsi fregare, leggere le etichette e controllare le certificazioni è l’unico modo per distinguere un vero detersivo ecologico da un prodotto solo apparentemente green. Scegliere con consapevolezza significa proteggere l’ambiente e la nostra salute, riducendo l’inquinamento e gli sprechi.
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Una risposta
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